blocco licenziamenti da D.P.C.M., si può superare con accordo sindacale

Il blocco licenziamenti da D.P.C.M. si può superare con un accordo sindacale

Blocco licenziamenti, un argomento molto sentito. Il Governo, con il D.P.C.M. del 3 novembre 2020, ha dato uno stop ai licenziamenti fino alla data del 31 gennaio 2021 prorogabile potenzialmente di altri mesi.

Blocco licenziamenti: cosa sapere

Se sono un imprenditore e non riesco a sostenere i costi e devo quindi interrompere dei rapporti di lavoro, come posso fare?

Partendo dal presupposto che la regola di base è che il dipendente debba essere tutelato, tanto più in questo periodo difficile, la risposta al quesito è scritta in un “accordo sindacale”.

Nello specifico il decreto ristoro:

  • da una parte obbliga l’impresa a non licenziare fino alla data del 31 gennaio 2020,
  • dall’altra concede la possibilità di stipulare accordi collettivi aziendali che prevedono l’adesione volontaria dei dipendenti ad una risoluzione incentivata dei rapporti di lavoro.

È doveroso sottolineare che questo tipo di accordi per essere validi devono essere necessariamente stipulati con “sindacati comparativamente più rappresentativi a livello nazionale”.

La stipula di tale accordo prevede che il lavoratore in esubero possa ottenere, a fronte della risoluzione consensuale del rapporto, il trattamento di disoccupazione Naspi in deroga alla normativa vigente.

Al fine di tutelare sia il lavoratore che l’imprenditore, tale accordo sindacale prevede anche un incentivo all’esodo che percepirà il lavoratore dipendente a titolo di incentivo a fronte della rinuncia da parte di quest’ultimo dell’impugnazione del licenziamento.

Anche in questo caso, come sottolineato dal Ministero del Lavoro (con nota 5481/2020) e dall’INPS (messaggio 2261/2020), il lavoratore avrà comunque diritto alla Naspi, tuttavia l’INPS si riserva la facoltà di recuperare quanto erogato qualora il lavoratore in seguito ad un contenzioso venisse re-inserito nell’organico aziendale e quindi, qualora il datore di lavoro dovesse decidere di revocare il licenziamento.

Tale ipotesi tuttavia sarebbe possibile solamente:

    • nel caso in cui il datore di lavoro non rispettasse gli accordi presi successivamente alla firma di un accordo sindacale,
    • se lo stesso viene rispettato, non ci sono margini di impugnabilità.

Blocco licenziamenti. Come si può fare un accordo sindacale

L’accordo sindacale deve necessariamente essere siglato in una delle sedi privilegiate previste dagli articoli 410 e 411 del Codice di procedura Civile, ossia:

  • all’ispettorato del lavoro,
  • presso le commissioni di certificazione costituite presso le università,
  • nelle commissioni di conciliazione in sede sindacale.

Considerate le difficoltà legate al momento storico e al fine di tutelare gli interessati, queste commissioni di conciliazione hanno adottato ormai da diversi mesi procedure che consentono la sottoscrizione degli accordi da remoto, evitando cosi l’incontro fisico tra le parti.

Chi può chiedere la stipula dell’accordo sindacale?

L’accordo può essere richiesto sia dal datore di lavoro sia dal lavoratore e per essere siglato l’aspetto fondamentale è che entrambe le figure siano d’accordo sulla risoluzione anticipata del rapporto di lavoro.

Benefici della risoluzione del rapporto

  • Per il datore di lavoro:

Il datore di lavoro adottando questa modalità ha la possibilità di alleggerire l’azienda del costo del dipendente, interrompere il pagamento contributivo per conto del dipendente, avere una riduzione dei costi.

  • Per il dipendente:

Il dipendente aderendo all’accordo sindacale ha molteplici vantaggi:

  • riceverà un incentivo all’esodo, quindi una somma in denaro come incentivo all’uscita dall’azienda;
  • riceverà l’accantonamento del TFR;
  • percepirà la Naspi che a differenza della CIG ha una percentuale sul reddito più alto.

A chi ci si può rivolgere per mettere in atto un accordo sindacale?

Al fine di tutelare l’imprenditore ed il lavoratore, la Si.Gest. ha sottoscritto un accordo con un sindacato maggiormente rappresentativo e con la sua associazione di conciliatori su tutto il territorio nazionale.

Vuoi saperne di più? Contattaci, indicando l’ubicazione della sede dell’impresa e verrai contattato direttamente dal conciliatore sindacale della tua zona, che ti spiegherà il modus operandi per portare a termine la conciliazione sindacale.

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