compenso amministratore srl

Compenso ammministratore Srl: cosa sapere

Quante volte ci è capitato di sentire parlare un amministratore di una società e dire: “Sono felice del carico fiscale che ho sulla mia busta paga”? Ad oggi noi ancora non ne abbiamo mai sentiti.

Quello che sentiamo dire in realtà è: “Non ce la faccio più, per prendere 1.000€ al mese ne costo 2.000 all’azienda”. E purtroppo questa è la dura realtà, il compenso amministratore è tassato quasi al 100%.

Vediamo un esempio pratico:

Ipotizziamo un compenso LORDO di 2.879€ (ragioniamo sul lordo perché non si deve mai ragionare sul NETTO quando si parla di compensi).
Di questo importo LORDO l’Amministratore paga il 34,23% di Contributi (€ 985,48).
NOTA: Di questo importo è doveroso sottolineare che in busta paga si vedrà solamente 1/3, che è quello a carico dell’amministratore. I restanti 2/3 sono a carico dell’azienda e quindi non si vedono in busta.

Tornando ai nostri conteggi, su 2879€ LORDI abbiamo intanto 985,48€ di contributi. A questi si vanno ad aggiungere 476€ di IRPEF a cui si vanno a sommare (se previsti) gli addizionali regionali e comunali che, nel caso del nostro esempio sono rispettivamente di 54€ e 20€. Per un totale di 1535€ di tasse a fronte di un guadagno NETTO di 2.000€ (76,75%.).

Questo significa che io amministratore, per percepire 2.000€ NETTI, sarò un costo per l’azienda di 3.535€ che rapportato ad un anno di esercizio, non influirò sulle casse della società per 24.000€, bensì per 42.420€.

È giusto darsi un compenso amministratore?

Partiamo da un presupposto fondamentale: l’amministratore non necessariamente deve percepire un compenso per svolgere tale attività e può avere anche altre fonti di reddito diverse da quelle societarie.
Ma l’argomento che interessa maggiormente a noi è COME l’amministratore incassa i soldi della società e molti diranno “Semplice: si fa una busta paga e riceve un bonifico”.

Ovviamente l’unico modo per ricevere dei pagamenti è questo, ma avete mai ragionato su come è strutturata una busta paga e su che voci ci sono?
Un errore comune che si fa tra gli imprenditori è quello di non fornire i giusti strumenti al consulente del lavoro che deve poi redigere la busta paga… un esempio?

  • Il consulente è a conoscenza di quante volte siete andati a lavorare fuori ufficio?
  • Il consulente è a conoscenza se avete utilizzato la vostra automobile o quella della società?
  • Il consulente è a conoscenza se avete sostenuto dei costi per svolgere la vostra attività di amministratore?

Provate a pensare che a ogni risposta c’è un’imputazione diversa dei costi in busta paga, c’è una voce in più da aggiungere e per ogni voce c’è un carico fiscale più o meno alto per l’impresa.

Ma la domanda che facciamo noi di SI.GEST. all’imprenditore è: “Tu non hai mai fornito queste risposte al tuo consulente, ma lui te le ha mai chieste?

Se sei interessato a capire se ti sono stati applicati i giusti costi in busta paga o se ci sono delle voci su cui potresti avere dei benefici non esitare a contattarci.

Scopri il servizio elaborazione buste paga